2017

COSÌ È, SE VI PARE – PENSACI, GIACOMINO!  di Luigi Pirandello
(Pirandelliana – Roma – Giardino della Basilica di S.Alessio all’Aventino, 6 luglio – 6 agosto)

TEATRO DI NATALE – XI EDIZIONE
(Roma – Cripta della Basilica di S.Alessio all’Aventino, 13-15 dicembre)


 

Cripta della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino
Piazza S. Alessio 23 – Roma

13, 14 e 15 dicembre 2017 – ore 18.30

Teatro di Natale – XI Edizione
per un’offerta ai Poveri di Roma

IL BAMBINO PRESSO L’ALBERO DI NATALE DI GESÚ

di Fiodor Dostoievski

con la poesia di Gianni Rodari e le musiche di Glinka, Tchaikovsky, Mozart, Bach, Brahms, Mascagni

con
Marcello AMICI, Marco VINCENZETTI, Anna VARLESE, Tiziana NARCISO, Cristina CUBEDDU, Luca GUIDO
Santina AMICI (pianoforte)
Ilde CONSALES (soprano)

Ideazione e regia di Marcello Amici

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria

Info: 06.6620982 (orario: 11 – 12.30; 14.30 – 16.30)

info@labottegadellemaschere.it

Comunicazione: Valeria Buffoni – 347.4871566 – valebuf@yahoo.it


 

Teatro, musica e poesia. Il Teatro di Natale della Bottega delle maschere alla sua XI edizione, le musiche di Glinka, Tchaikovsky, Mozart, Bach, Brahms, Mascagni, la poesia ironica e delicata di Gianni Rodari per il racconto di Fiodor Dostoievski Il bambino presso l’albero di Natale di Gesù, nella Cripta della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio all’Aventino.
Ingresso libero con offerta per i poveri di Roma che nella Basilica ricevono assistenza e un piatto caldo … ogni giorno sono più di duecento!
Roma, Capitale della povertà. 15 milioni d’italiani sono poveri, il 10% di loro vive nel perimetro urbano di Roma dove si stimano un milione e mezzo di poveri. Tra questi, 200 mila sono stati definiti a povertà irreversibile. A far compagnia agli adulti, insistono su Roma più di 30 mila bambini in povertà assoluta. S’è abbattuto sulla Capitale l’evo medio cibernetico: tanta tecnologia ed una povertà diffusa come non la si vedeva da almeno settecento anni. Tante telecamere e computer illustrano ciò che ieri era lasciato ai racconti.
Nel dopoguerra c’erano gli aiuti, oggi c’è tanto cinismo e indifferenza!
Il racconto ci immerge in una problematica moralmente vasta e terribile, affrontata ripetutamente da Dostoievski: il tema dei bambini vittime innocenti. In questo racconto esemplare il grande scrittore russo si sofferma sui bimbi costretti a chiedere l’elemosina: fotografa i sotterranei di una Pietroburgo di fine ‘800, niente affatto diversa dalle metropoli contemporanee; punta l’obiettivo sugli adulti violenti e sfruttatori; stringe la visuale sui sogni di gioco fantasticati da quei piccoli. Il bimbo dostoievskiano che a Natale vaga per le strade gelate di Pietroburgo verrà trovato all’alba, morto di freddo e di fame. Nell’agonia il bambino ha una visione: accanto a Gesù, vede un grande albero di Natale intorno al quale danzano spensierati tutti i bambini del mondo che, come lui, non hanno avuto neppure l’elementare diritto di essere bambini.