Settembre 2026, nasce

l’ACCADEMIA TEATRALE della Bottega delle Maschere

Direzione Artistica: Marcello Amici

Direzione Didattica: Massimiliano Milesi e Antonella Antonelli

Info: accademia@labottegadellemaschere.it

Per informazioni dettagliate scarica il PDF

La Compagnia teatrale

LA BOTTEGA DELLE MASCHERE

presenta

dal 2 luglio al 2 agosto 2026

GIARDINO DI SANT’ALESSIO ALL’AVENTINO

Piazza Sant’Alessio, 23 – Roma

PIRANDELLIANA 2026

XXX Edizione

QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO

il martedì, il giovedì, il sabato

4 ATTI UNICI

L’uomo dal fiore in bocca – All’uscita – La morsa – La patente
il mercoledì, il venerdì, la domenica

SAGRA DEL SIGNORE DELLA NAVE

lunedì 6, 13, 20, 27 luglio 2026

di

Luigi Pirandello

con

Marcello Amici, Marco Bellizi, Camillo Campochiaro, Giorgio Corcos, Giulio Corcos, Emanuele De Robbio, Emilia Guariglia, Giuliano Mannoni, Mirella Martinelli, Massimiliano Mursia, Marianna Petronzi, Isabella Pezzi, Raffaella Pisanu, Simona Pistarà, Giovanna Pola, Marco Tonetti

Scene: Marcello de Lu Vrau – Maschere e Marionette: Livia Ciuco – Costumi: Felicia Crisan – Aiuto Regia: Marco Bellizi – Assistente alla regia: Raffaella Pisanu – Grafica: Paola Amici – Tecnico: Francesco D’Alesio – Organizzazione: Marco Vincenzetti e Mauro Ciuco – Direttore di scena: Giuliano Mannoni

Regia di Marcello Amici


Informazioni:

info@labottegadellemaschere.it
www.labottegadellemaschere.it

f   La Bottega delle Maschere
f   Marcello Amici


Biglietti: 18 euro (ridotti 15 euro)

Servizio  Bar

Prenotazioni: 351.4822306 (orario 10:00 -12:30, 14:30 -18:00), Whatsapp

Botteghino aperto dalle ore 20                             

Inizio spettacoli ore 21:15
fine spettacoli 23:15 circa


Ufficio Stampa
Maresa Palmacci (tel. 348 0803972); palmaccimaresa@gmail.com




All’Aventino, “La bottega delle maschere”, con il suo teatro che corre, che urta, che non chiede permesso, ha raccontato tutto il repertorio pirandelliano. Quest’anno si parte da La morsa. Sembra un’idea di Freud, ma è un messaggio lasciato in eredità dall’Ottocento e da lì scende fino al metateatro che rivela la macchina, al grottesco che deforma le linee come in un quadro, all’umorismo – di cui Pirandello è l’Autore del saggio più acuto – e alla recita a soggetto. Non tanto per la commedia omonima, ma per Sagra del Signore della Nave, perché il teatro è, anche, folla. In un mondo omologato, dove l’intelligenza artificiale e le divise del pensiero vorrebbero ridurci ad algoritmi, il teatro resta ancora quel vaso di coccio che non si rompe, perché fatto di vita vera e, all’ombra di una giara, mette in scena la lotta tra il Regista e l’Attore, il grido inascoltato dei Personaggi e la voracità della Sagra.

NOTE DI REGIA

Questa sera si recita a soggetto
È l’opera che più di tutte esalta il ruolo degli attori e la loro apparente libertà creativa. Il “soggetto” viene dato, ma la messa in scena è affidata all’estro e all’improvvisazione, creando un continuo gioco di scatole cinesi tra realtà e finzione. Hinkfuss, il regista, prende una novelletta e chiede ai suoi attori di costruirle attorno, in scena, una vita vera. È il punto d’incontro tra la drammaturgia scritta e l’azione viva della Commedia dell’arte, dove il canovaccio era solo un punto di partenza.

4 Atti Unici
Qui i personaggi esistono indipendentemente dalla volontà dell’autore; sono nella vita e hanno chiesto di partecipare all’enorme “pupazzata”, perché la vita fa male a tutti, inevitabilmente. La vita vera è L’uomo dal fiore in bocca che esce di scena e viene accompagnato All’uscita da una pitocca che, strada facendo, racconta l’ultima pagina di Uno, nessuno e centomila. All’ingresso del cimitero c’è un “uomo grasso” in attesa di entrare nella sua tomba. Il secondo atto inizia con un’eredità del teatro di fine Ottocento: La morsa, che pare un’idea di Sigmund Freud. La pitocca si trasforma nell’Ignota; l’abito che ha comprato in un mercatino le permette di parlare come Ignota. Poi La patente con un Chiarchiaro prima bizzarro e poi irreale che viene in scena per ottenere la patente da iettatore.
Le quattro messe in scena saranno precedute da un incontro sul palcoscenico del regista con un noto personaggio del teatro.

Sagra del Signore della Nave
È un’incursione nel teatro dei miti e nelle radici popolari. Questo testo breve e grottesco, ispirato a un rito contadino, riporta il teatro alla sua essenza più primitiva e rituale. Quaranta attori richiamano direttamente le figure delle maschere della Commedia dell’arte, fornendo il contesto storico e popolare delle sperimentazioni pirandelliane.

La trentesima edizione si conferma dunque non solo un evento di intrattenimento, ma un’operazione culturale che utilizza il repertorio pirandelliano per riflettere sulla natura stessa del teatro e sulla sua capacità di raccontare la frammentazione dell’essere umano. La scelta dei testi è stata pensata per offrire al pubblico romano un percorso ragionato sulla Commedia dell’arte, il metateatro, il grottesco e il percorso pirandelliano: novella, atto unico, commedia. Trent’anni di Pirandello sotto le stelle di Roma non sono un anniversario, sono una persistenza ostinata, un rito che si rinnova contro il tempo. Per questa trentesima edizione è stato tracciato un percorso drammaturgico che è un vero e proprio viaggio iniziatico. Il legame segreto che unisce i sei titoli in cartellone viene preso direttamente laddove la letteratura si fa filosofia: nell’ultima pagina di Uno, nessuno e centomila – nel rifiuto del nome e nella rinascita nella natura – e tra le pieghe d’identità fittizie di Come tu mi vuoi. Il cartellone si muove tra il grottesco più tragico e il metateatro più spinto, attraversando la commedia dell’arte. Al centro di questa giostra di maschere si stagliano due figure femminili decisive, poli opposti e complementari di un unico dramma: Giulia ne La morsa, soffocata dal verdetto ipocrita della morale borghese, e Mommina in Questa sera si recita a soggetto, la cui carne si fa letteralmente teatro fino a morirne.